Migliorare la nostra vita. Ecco come intervenire

Ti è mai capitato di chiederti: “perché capita sempre a me?”. Se ti è successo, forse hai cominciato a notare degli schemi ripetitivi nelle tue relazioni. Bhè complimenti per la capacità di osservazione: stai cominciando a realizzare il ruolo che gioca il tuo problema psicologico nella sofferenza della vita quotidiana. Se vogliamo migliorare la nostra vita, questa è una cosa con cui dobbiamo fare i conti, se la tralasciamo commettiamo lo stesso errore di chi vuole modificare l’ombra proiettata intervenendo sul muro. In questo articolo approfondirò il tema della differenza tra problema esterno e problema psicologico.

Ombre sul muro come metafora di problema psicologico e di come la sua risoluzione serva a migliorare la nostra vita

Cosa si intende per problemi psicologici?

sabotatore interno come allegoria di problema psicologico che ci impedisce di migliorare la nostra vita
Il sabotatore interno

La vita è già complicata di suo senza bisogno che ci infliggiamo inutili sofferenze.  È un problema psicologico ogni modalità consapevole o inconsapevole con cui ci sabotiamo nel realizzare il nostro potenziale nella vita, impedendoci così di perseguire i nostri obiettivi, di avere relazioni in cui possiamo esprimere noi stessi. Il problema psicologico è la parte di sofferenza della vita che ci infliggiamo da soli, anche se inconsapevolmente. Per approfondire questo tema puoi leggere il mio articolo sull’ansia.

Due esempi di come risolvendo il proprio problema psicologico possiamo migliorare la nostra vita

Esempio 1

Chiara è una studentessa universitaria di ingegneria, ha l’hobby della recitazione e le piacciono le passeggiate in montagna. Arrivato il momento di scrivere la tesi si sente bloccata, quando comincia a lavorarci, si sente confusa e annega nell’ansia. Collaborando con uno psicologo Chiara circoscrive il problema e lo identifica come segue: “Quando sento la mia spinta vitale verso la realizzazione e l’autonomia, provo ansia, comincio a criticarmi aspramente considerandomi una nullità e una fallita, questo spegne le mie energie e mi rende così ansiosa da impedirmi di pensare”. Collaborando con lo psicologo Chiara identifica la sua parte critica, e si ribella a essa permettendosi di entrare sempre più in contatto con la sua spinta vitale.

Alla fine del percorso Chiara si può approcciare alla sua tesi mossa dalla sua spinta vitale che è libera di fluire nel suo corpo e a proposito dice “sento questa energia che parte dal bacino e sale fino al petto, la sento proprio qui nel petto”.

Esempio 2

Massimo ha 27 anni, nella vita fa l’agente di commercio, gli piace giocare a calcetto con gli amici ed è fidanzato con una ragazza di nome Clara. Massimo ha un pessimo rapporto con la sua tristezza, quando la sente a causa di una delusione o della perdita di una persona cara, ha l’abitudine di ignorarla. Quando non riesce più a far finta di niente comincia subito a criticarsi: “Massimo, non c’è motivo di essere triste, fattela passare, pensa ad altro”. Possiamo vedere che quando Massimo è triste, si critica e cerca di reprimere i propri sentimenti. Questa reazione, automatica e inconsapevole, rende Massimo ansioso, cupo e gli costa molte energie. Per questo Massimo è svogliato e anche se vorrebbe imparare a suonare la chitarra non si mette in moto per farlo.

Se Massimo vive un lutto, ne blocca l’elaborazione e i sentimenti verso la persona perduta rimangono per anni forti come il primo giorno. Il problema psicologico di Massimo è che quando prova tristezza invece di ascoltarla ed essere compassionevole verso sé stesso la ignora e si critica. Così facendo, consuma molta energia e la tristezza per un lutto, invece di affievolirsi gradualmente perdura mesi o anni.

Collaborando con uno psicologo, Massimo può vivere ripetutamente l’esperienza di entrare a contatto con la tristezza in modo compassionevole così che gli verrà automatico accettarla, tollerarla e viverla per un tempo limitato. Come Massimo anche noi possiamo migliorare la nostra vita risolvendo il nostro problema psicologico.

Conclusioni

Sia nel caso di Chiara che di Massimo, possiamo notare che sebbene possano vivere eventi stressanti come la scrittura della tesi o un lutto, parte della loro sofferenza derivi da dinamiche psicologiche. Risolvendole il loro carico di stress diminuisce considerevolmente.

Se vuoi rimanere aggiornato sui miei contenuti premi il tasto “Voglio essere contattato” che trovi in fondo alla pagina e inserisci la tua email.

Pubblicato da Salvatore Isaia

Sono uno psicologo specializzato in psicoterapia. Dal 2015 aiuto le persone con i loro problemi emotivi, relazionali, comportamentali e psicosomatici. Uso metodologie all'avanguardia e dedico molte energie a migliorarmi come psicologo e come persona.  www.solutionfocus.it 3491783376 salvatoreisaiapsy@gmail.com.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

On-line, Padova, Monselice, CastelfrancoPer info e appuntamenti: 3491783376